Nato ad Avezzano (1966).Dopo la formazione in Italia si trasferisce a New York. Il suo lavoro è stato esposto in ambito internazionale in spazi museali e gallerie private tra cui le sedi Gagosian ad Atene, New York, Londra, Beverly Hills. Vive e lavora tra Roma e New York.

La ricerca di Alberto di Fabio ha raggiunto esiti di grande equilibrio e coerenza, sviluppando presupposti individuati sin dagli esordi come elementi fondamentali intorno ai quali costruire un mondo pittorico astratto che trascende ogni riferimento concreto in una sintesi spirituale.Nelle carte leggerissime, la dialettica tra bidimensione e profondità apre spazi e prospettive inusuali, visioni cosmiche in cui l’artista proietta lo studio e la riproduzione meticolosa di immagini neuronali che evidenziano, in modo estremamente poetico, l’energia fisica contenuta nella struttura ultima della materia. La superficie pittorica è elaborata e preziosa per la sapienza degli accostamenti cromatici e la capacità di usare le luci per accendere, con stesure vibranti di colori fluo e psichedelici, fondi a volte cupi. Nel mondo di Di Fabio, ogni azione e pensiero è ricondotto ad un equilibrio cosmico che si alimenta di dinamismi, dove la bellezza esiste ed è condizione biologica ed universale. È sempre a questa misteriosa bellezza, in cui si fondono l’idea del cosmo, infinito, e l’altrettanto infinito mondo scritto nel linguaggio della natura, nella vita di una foglia o nella trasmissione di un pensiero, che Di Fabio guarda e aspira, cercando di trovare il punto di equilibrio, che bilancia, in armonia perfetta, dinamiche celesti e terrene. Armonie non solo spirituali, ma al tempo stesso visive che sintetizzano riferimenti dissimulati ad alcune esperienze del Futurismo italiano, penso a Balla, e ai sui studi sul dinamismo e la luce, o all’Action painting americana, la cui energia l’artista risolve in soluzioni formali più controllate, all’Arte cinetica e per certi versi al vitalismo della materia proprio dell’Arte povera. L’opera in mostra, Realtà parallele, un dittico di grande forza e compostezza, ci pone di fronte ad una vertigine cosmica, una trasmissione fotonica che sembra scomporre e rendere visibile la velocità della luce, elemento primario della vita universale e principio creativo che in Di Fabio vitalizza la materia pittorica. Un blu tendente al nero allude a distanze siderali, il pulviscolo luminoso che punteggia lo spazio, sottolineandone la profondità, è attraversato da fasci variamente illuminati e convergenti verso un punto estremo. L’universo, vuole forse dirci l’artista, è organizzato da una geometria non immobile, che proprio per la sua facoltà di accostare gli estremi, di essere replicabile e vitale, è la forza generatrice delle cose.

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