SIMONETTA ANGELINI

Biografia. Scrittura, racconto di vita. La mia, senza qualcuno che ti racconti tranne me. E non mi so.
Di me, so che sono una congliangelinelcognome, l’aria che li fa volare ce l’ho nella testa.
Sono nata a San Benedetto del Tronto ed è nel natio borgo selvaggio, con una finestra sul mare, che sono rimasta con il corpo e lavoro. Sono una che prende la poesia a istruzioni per l’uso, per cura al dolore si fa il mondo in tondo: se giro su me stessa come i bambini quando vogliono disorientarsi e darsi una prospettiva ulteriore, che leva l’equilibrio- che è una cosa che mi piace- sono librigattiparolegrammaticaoniricabuiostradecosepersecosetrovatedolorilibrigattibuioassenzeincontripoesiasole
Una con qualche senza e qualche con.
Da grande voglio fare l’ esploratrice visionaria: dell’arte, di parole, di sensi, di dettagli. Voglio prendermene cura.
Sono una che c’è di traverso, nelle foto sempre dietro la macchina fotografica.
Il fatto è che ho sempre da fare…Devo vivere. Più forte che posso.

 

DARIO CIFERRI

Nato a San Benedetto del Tronto, vivo e lavoro a Cupra Marittima (AP)
Non so come mi sembro quando mi guardo nello specchio, con i pochi capelli, gli occhiali perennemente storti, la tartaruga addormentata sotto la maglietta. È il senso di ogni giorno, una difficoltà che presa a piccole gocce mi dona il fedele compagno della vita, un mal di testa lieve, continuo e insistente. E mi perdo tra le api, i rami, i frutti, gli ulivi, le viti, a scrivere di mostre, donne, amore, smog. Giornalista mi sono detto un giorno, poeta un altro, e critico? Ma anche criticone. Con troppi vizi e poche virtù, una faccia che ride e una palpebra perennemente a mezz’asta, non mi arrendo all’idea di avere una barba che non vuole saperne di crescere. E il coraggio? È quello piccolo e normale di ogni giorno, che ti permette di guardarti in faccia e di affrontare un problema alla volta. E poi… Cerco di prendermi cura di quello che faccio come un’ape che porta il polline tra le zampe, e ogni mattina sono un po’ più stanco di quando sono andato a dormire…

 

CRISTINA PETRELLI

Cristina Petrelli, nata nel 1974 a S. Benedetto del Tronto (AP). Laureata in Scienze e conservazione dei beni culturali presso l’università di Macerata. Vive e lavora a Firenze.
Il mio sguardo resta imprigionato sul banco da lavoro, sugli arnesi e sugli oggetti del costruttore di cavalli in legno per giostre. Desiderio acuto ed improvviso di poter essere io tale artigiano, anche se mi rendo rapidamente conto di come il cavallo sia rappresentato in modo approssimativo. “È come uno strumento musicale –penso- la cui forma è solo un tramite per condurre ad altro”. Così come sul cavallo si sale e si dimentica dove realmente si è, cullati dal movimento della giostra, dalle luci e dai suoni avvolgenti, allo stesso modo le note scritte sullo spartito si trasformano in musica per trasportare verso il mondo dell’invisibile. Una dimensione squisitamente mentale che lascia libero sfogo all’immaginazione.
“Si fece un violino di vetro perché voleva vedere la musica. Trascinò la sua barca fin sulla cima della montagna e attese  che il mare arrivasse a lui” (W. Szymborska, Sale,
Libri Scheiwiller 2011)

Newsletter

Inserisci il tuo indirizzo Email:

Video
Area Stampa
Sfoglia i cataloghi