(1967) È l’inventore del quadro elettronico, nuovo media per la cui realizzazione si avvale di tecnologia e formule matematiche. Forma il gruppo ON, composto da artisti che utilizzano l’energia nella concezione, progettazione e realizzazione dell’opera. Partecipa nel 2011 alla 54 Biennale di Venezia. Ha esposto al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, al MART di Rovereto, a Palazzo Forti di Verona, all’ ETAGI di San Pietroburgo. Vive e lavora a Milano.

In un’epoca in cui la tecnologia con i suoi sviluppi entra nella sfera emotiva delle persone, cambiando percezioni, proiezioni e desideri, lo statuto di opera d’arte, può subire slittamenti in avanti che ne ridefiniscono status e natura. È in quest’ottica che si svolge il coraggioso lavoro di Davide Coltro, più che mai artista del suo tempo, che con determinato rigore ha ricreato una nuova forma per l’icona più solida dell’arte, il quadro. La sua invenzione, il quadro elettronico, reinterpreta il concetto di visione/fruizione dell’immagine, trasponendolo in una dimensione fluida e orizzontale. I systems, è questo il nome scelto dall’artista per i suoi “quadri”, scelta semantica che allude a una complessità controllata e prevedibile, sono in realtà recettori ed emittenti d’immagini, dispositivi che l’artista progetta e costruisce collegandoli ad un archivio presso il suo studio in continua evoluzione. I systems dunque possono essere settati dall’artista secondo sequenze e interferenze visive molteplici, e controllati a distanza. Il loro DNA visivo può essere modificato o rimanere stabile, contaminarsi con nuove immagini, alterarsi o mantenere la linea inizialmente progettata.Acquisita questa nuova possibilità, il passo successivo è stato quello di costruire un’iconografia appropriata allo strumento, che non solo divenisse il contenuto del medium, ma che ne reinterpretasse l’essenza. Nascono i medium color landscapes, rilettura dell’iconografia del paesaggio in chiave pittorialista, per riprendere questioni legate al tormentato rapporto tra fotografia e pittura. Perché è anche attraverso questo filtro che Coltro conduce la sua ricerca, risolvendo in una formula concettuale la narrazione di un topos. Il paesaggio, frutto di un’indagine fotografica condotta direttamente sui territori visitati, è tradotto in una topografia essenziale e visionaria, operando una riduzione dei valori cromatici alla media matematica di tutti i cromatismi presenti nell’immagine. I systems trasmettono allora sequenze monocromatiche dalle quali traspaiono anatomie terrestri, riconoscibili nella loro essenzialità. Con Res Publica I, monumentale installazione di 96 moduli elettronici esposta alla 54 Biennale di Venezia nel Padiglione Italia, Davide Coltro racconta il paesaggio italiano nella sua diversità, alternando i suoi cromatismi alle sequenze verde bianca e rossa della bandiera italiana. Un ulteriore gioco segnaletico che introduce nuove applicazioni creative.

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