Nasce a Sassari nel 1967 e si diploma all’Accademia di Belle Arti di Firenze nel 1991.Vive e lavora a Sassari e a Roma. Sta attualmente partecipando alla collettiva daBonelliLAB, Canneto sull’Oglio (MN), “Come Una Bestia Feroce”.

La pittura di Pastorello è costruita intorno allo sviluppo coerente di alcuni presupposti che l’artista ha approfondito negli anni giungendo a soluzioni perfettamente equilibrate, un classico contemporaneo. Protagonista assoluta dei suoi dipinti è la superficie pittorica indagata in maniera ossessiva e nella quale l’artista riesce a trovare angolature e profondità inedite, mostrando una via percorribile oggi attorno a questo medium antico. In Pastorello nulla è improv- visato, e la freschezza delle sue superfici smaglianti nasconde saperi visivi di lungo corso. Non possono sfuggire i rife- rimenti criptati, perché non citazioni esibite, ma parte di un DNA pittorico indelebile, a momenti altissimi della storia della pittura occidentale e non solo. Di queste tracce Pastorello coglie ovviamente l’essenza, facendola totalmente propria e costruendo attraverso nuove opzioni combinatorie visioni sempre stranianti e a volte surreali. Una surrealtà che non è nel gioco semplice dello spiazzamento, ma che sposta lo sguardo di chi osserva fuori da tutti i percorsi mimetici in un mondo di alta teoria pittorica. Dei primitivi italiani si scorge quella capacità che fu una rivoluzione, di costruire la forma attraverso la luce dunque il volume. Nel fare questo l’artista applica una sua particolare tecnica che consiste nell’utilizzo di due differenti tonalità di colore nello stesso pennello, automatismo efficace che libera la pittura dal peso della materia e la spinge verso soluzioni fluide e più gestuali. Pastorello infatti, ama confrontarsi con tradizioni anche non europee e guardando ad oriente ha trovato stimolo nella calligrafica pittura cinese, leggera e priva di profondità prospettiche. Il contrasto tra volume e bidimensionalità che si incarna sulla tela spesso in forme astratte, proprio per sganciare l’atto pittorico da una lettura allusiva o simbolica, alimenta mondi sospesi, teoremi seducenti in cui si identificano in perfetta sovrapposizione bellezza fisica e perfezione mentale. Pastorello incarna, anche attraverso altre divergenze che lo accostano di volta in volta a spunti surreali, astratti, riduzionisti, l’essenza del- la pittura. Tutto il mondo è in un quadro. Paradosso contemporaneo, che si dipana in immagini sottilmente inquiete, fresche ed attuali senza contenere riferimenti al presente.

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