(Catania, 1974) Vive e lavora a Catania. Segnalata per il “Celeste Prize 2010 (International)”, ha partecipato alla Biennale di Venezia. La sua ricerca si muove dal video, all’espressione corporea, alla fotografia, dando voce a emozioni e racconti della sua terra.

Fotografia, video, installazione e performance, nelle loro combinazioni, diventano per Lidia Tropea i mezzi per raccontare la propria terra d’origine: la Sicilia. Un racconto che non si perde nella facilità del luogo comune ma che analizza in modo profondo ed intelligente il clima socioculturale di un popolo che storicamente è ed è stato un crocevia di culture differenti. Ogni opera trasuda le emozioni, i colori, i suoni ed i sapori della sua terra.In mostra sono presenti due still dal video Iucannu (2010). Un lavoro evocativo, in cui l’artista dimostra una straordinaria capacità di astrazione. Il video parla della Sicilia, della bellezza del suo paesaggio e della sua natura, ma tutto è incentrato sul gioco. Il gioco infatti, istinto primordiale volto alla conoscenza, consente ai protagonisti di ritornare ad un atteggiamento semplice, scevro da consuetudini o costrizioni sociali. Questi, liberi di esprimesi anche nella loro fisicità, ritrovano un rapporto vero ed integro con se stessi e con la Natura.Giovani che giocano nudi nel bosco, che corrono sulla spiaggia senza alcun tipo di malizia, ci riportano con leggerezza ad un tempo quasi arcadico. Costruiscono fionde, tirano con l’arco, fanno ruotare cerchi di legno sulla spiaggia alla ricerca di un divertimento antico che oggi si è perso. Nell’epoca del multimediale sono spogli di tecnologie e nell’epoca dell’apparire hanno corpi che sono lontani dall’essere ciò che oggi viene proposto come perfezione: gli uomini non sono modelli dai muscoli ipertrofici e scolpiti e le donne non pretendono di apparire sulla copertina di una rivista patinata. La bellezza è nella semplicità, nell’idea di purezza che questi ragazzi riescono a trasmettere con l’innocenza delle loro azioni. Iucannu è un invito e propone di riscoprirsi oltre ai falsi modelli che oggi la società ci propone.

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