Nata a Santeramo in Colle nel 1979, si diploma nel 2004 all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dopo studi scientifici. Vince diversi premi ed espone in mostre personali e collettive in Italia e all’estero, nel 2011 partecipa alla Biennale di Praga.

Prodotto appositamente per l’occasione, questo disegno di Maria Lucrezia Schiavarelli è realizzato su materiale plastico, dall’aspetto leggermente lattiginoso e semi-trasparente, studiato dall’artista per rimandare alla nitidezza dell’occhio. L’opera aderisce al muro come una sorta di pelle lasciando intravedere la parete retrostante. E’ come se Schiavarelli avesse immaginato di fare la radiografia di un lavoro precedente, riportandolo alla sua forma più semplice ed essenziale. L’opera di partenza, sempre intitolata Medesimi rapporti, è stata realizzata l’anno precedente come partecipazione al Premio San Fedele. In quell’occasione l’artista aveva disegnato a matita direttamente sulla parete dello spazio espositivo. L’opera attuale ne è la diretta conseguenza come testimonia l’inversione dei colori rispetto all’originale.Nel suo complesso il progetto nasce da una riflessione dell’artista su alcune forme e simboli che da sempre accompagnano l’evoluzione del pensiero religioso, filosofico e scientifico. L’artista ha sovrapposto e rielaborato il disegno di due mappe che ricordano nella loro composizione antichi disegni Maya e Aztechi come la suddivisione dei calendari circolari piuttosto che la struttura di uno dei tanti rosoni presenti nelle chiese cristiane. La prima mappa corrisponde alla carta delle costellazioni visibili dall’emisfero boreale alle medie latitudini, la seconda alla topografia iridea elaborata nella prima metà del Novecento da Siegfried Rizzi. La sua mappa, dividendo l’occhio in zone corrispondenti ai diversi organi del corpo umano, permette di individuare attraverso una lettura cromatica e morfologica dell’iride una malattia in atto oppure la tendenza a contrarre particolari disturbi. Entrambe le mappe hanno forma circolare, simbolo dell’armonia, dell’infinito, dello spirito, come del divino, ma in questo caso la rappresentazione grafica dell’occhio rimanda più che all’essenza spirituale dell’uomo, al suo essere terreno e biologico. La sintesi grafica di tutti questi elementi apre una continua eco tra elementi opposti creando un nuovo ambivalente sistema di coordinate: occhio-stelle, terra-cielo, corpo-anima, salute-malattia, micro-macro.

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