Nato a Milano nel 1983, diplomato in pittura e fotografia all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano. Esplora le logiche percettive attraverso l’immagine fotografica, il video, la scrittura, spesso servendosi delle incertezze e delle magie custodite nei linguaggi stessi.

La ricerca artistica di Matteo Girola corrisponde al tentativo di rendere visibile l’incertezza dell’immagine, noi, così come la persona di spalle che si vede nelle fotografie di questa serie, siamo spettatori di uno spettacolo effimero dove il concetto di realtà vacilla e si sgretola sotto i nostri occhi. Anche Luigi Ghirri, nella celebre serie Diaframma 11, 1/125, luce naturale (1970-1979), fotografava persone di spalle, come statue, mentre osservavano immagini: cartine geografiche, fotografie, dipinti. Ghirri provocando questo cortocircuito visivo suggeriva la sua visione di una realtà ormai compromessa con la finzione, questo senza rifugiarsi nell’emozione del colore, nell’uso ripetuto e stucchevole dello stile, cercando soltanto di instaurare nuovi rapporti dialettici con il mondo.Fotografare la realtà è prima di tutto uno strumento di comprensione, Girola utilizza la fotografia in questi termini, riflettendo sulle modificazioni dell’immagine e della realtà che riproduce, condizione quanto mai frequente nella società contemporanea. L’artista provoca degli “incidenti”, delle distorsioni, scaturite dall’esigenza di rendere visibile l’incertezza della realtà. Per fare questo ha scelto di realizzare fotografie di persone che si affacciano, dandoci le spalle, a un mondo scomposto in pixel. Lo fa accostando parti della stessa immagine, acquisita dallo scanner in risoluzioni differenti, e utilizzando l’interpolazione “vicina più prossima”. Da qui nasce il titolo della serie. Questo semplice trucco sembra rompere l’incantesimo illusorio che la fotografia solitamente provoca, la sovrapposizione delle due parti svela la trama dell’immagine digitale, ne rivela la composizione, ma anche il suo possibile decadimento, abbattendo così quel sottile confine fra realtà e finzione che sempre più caratterizza il nostro tempo.

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