CIBO
DC – La prima parola che mi viene in mente guardando il tuo lavoro è una da domanda da disturbo alimentare… “com’é il tuo rapporto con il cibo?”
DCa – Il mio rapporto con il cibo è molto primordiale, cioè molto animalesco, forte, istintivo. È un lato molto forte della mia personalità. In fondo ci sono cresciuto in mezzo, da piccolo mi trovavo a giocare con il cibo a creare mondi, a proiettarci sopra le mie fantasie.

VITA
DC – Nuclearland ti porta a toccare il tema del nucleare: nucleare e cibo però sembrano due cose immensamente lontane. Eppure credo che abbiano una parola di contatto: vita; un contatto che nasconde ambiguità e menzogne.
DCa – Cercano di venderci una cosa nociva facendola passare per essenziale… come se rinunciando al nucleare non potessimo più vivere, come se rinunciassimo a mangiare. È come se dicessero è essenziale come mangiare o respirare. Dicono che senza non è possibile proseguire nello sviluppo e nemmeno conservare il nostro tenore di vita. Io vorrei che fosse chiaro che questo è falso, che il nucleare può uccidere, è velenoso e contamina il nostro mondo e il nostro cibo, l’acqua e anche la nostra umanità

UMANO
DC – L’essere umano ha mille potenzialità, il problema principale è che più aumentano i modi di comunicare, più ci troviamo chiusi in noi stessi, segregati nelle nostre paure e nelle nostre case. Il tuo lavoro non cerca una condivisione con gli altri, fa un passo in più, tenta di portare l’umano in un territorio comune, in una zona franca dove le tue suggestioni possano incontrare gli altri. È un luogo conosciuto da tutti, anche se ciascuno lo vede in maniera personale, la cucina. È un lavoro in positivo che parla all’uomo attraverso un linguaggio collettivo e diretto.
DCa – Qui penso che non posso aggiungere altro sei stato molto profondo. Non so se hai mai notato che quello che mangi rispecchia sempre il carattere e la personalità di chi ha cucinato. Il cibo esprime una forte umanità, è un qualcosa che ti mette in contatto con gli altri, per questo l’omologazione dei sapori proposta ad esempio dai fast-food rappresenta un impoverimento culturale ed umano.

Suggestioni
DC – La bomba de- I Giganti, Volere volare di Maurizio Nichetti
DCa – volere volare non mi piace molto, io aggiungerei Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante, di Peter Greenaway, La grande abbuffata di Marco Ferreri, Accattone di Pier Paolo Pasolini”

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