Dobbiamo immaginare e costruire ciò che potremmo diventare_ Io e Carla Mattii.
Lo spostamento spiazzante, la reciproca contaminazione tra artificio e natura. Come materia, il paradosso di una natura quasi modulare dislocata e clinica, il suono trasparente, la natura riassemblata. Le categorie tassonomiche scomposte, aperte, discusse; l’innesto rizomatico, imprevedibile, aperto, interrogativo. Come il pensiero critico.
Su un incontaminato tavolo di dissezione, a disordinare programmaticamente le carte e dargli ingannevole apparenza clinica; clinico e silente e sintetico e è il gesto da provetta. Clinico, di dettagli minimi, silente, ossimorico è il lavoro di Carla Mattii. A svelare lo scarto, a render possibile un caso ulteriore. Sa includere l’imprevisto
. Un gesto di anticonoscenza a fronte dei limiti, delle inquietanti gerarchie del controllo del sapere tassonomico.

CATALOGARE
Simonetta, La mia area semantica: tassonomia, categoria aperta, sovversione del sistema, definizione, discussione
-La tassonomia (dal greco ταξις, taxis, “ordinamento”, e νομος, nomos, “norma” o “regola”) è la disciplina della classificazione. Si usa il termine d’abitudine in biologia.
-“Cigno Nero ( con la maiuscola) è un evento che possiede le tre caratteristiche seguenti. (…) è un evento raro, di impatto enorme e prevedibile solo retrospettivamente mai prospetticamente. (…) l’ uomo tende a comportarsi come se il Cigno Nero non esistesse. (N. N. Taleb)

Carla, La tua area semantica:
“L’originario della Urpflanze non sta dunque in una pianta antichissima, millenaria fin che si vuole ma comunque determinabile in linea di principio secondo un criterio storico-cronologico che fissi il punto inziale e originale del complessivo sviluppo botanico successivo, ma nella regola variazionale delle infinite metamorfosi vegetali, loro condizione di possibilità”. L’ Urpflanze può essere definito dunque come lo schema di base, la formula, l’ algoritmo che genera tutte le piante possibili, reali o immaginarie. (Andrea Pinotti in “Arte e memoria: a partire da Warburg)
-La natura, nel suo procedere autonomo viene sostituita da una forma di rigore analitico che imbriglia e codifica il caos apparente (ma sempre ordinato) degli organismi naturali. Le forme naturali diventano pure definizioni matematiche e forme geometriche
-Non “fiori finti”, e non “fiori veri” ma una forma che vuol essere simbolica di una profonda alterazione di
un equilibrio naturale, dato come non arificialmente modificabile.
Non è più mimesi della natura ma la raffigurazione di una natura diversa, altra, ignota.

RIZOMA
S., La mia area semantica: imprevedibilità, pensiero, associazione, modello di conoscenza, molteplicità, connessione dell’eterogeneo, multilinearità, de-gerarchizzazione, rottura
La caratteristica propria del rizoma, di sviluppare autonomamente nuove piante anche in condizioni sfavorevoli. Jung adottò il termine rizoma con riguardo alla natura invisibile della vita.
-La metafora del rizoma è stata adottata da Gilles Deleuze e Felix Guattari per caratterizzare un tipo di ricerca filosofica che procede per multipli, senza punti di entrata o uscita ben definiti e senza gerarchie interne.

C., La tua area semantica
Rumore bianco

Carla, per una chiusura aperta del nostro dialogo, lasciami una frase che dia titolo al nostro tentativo di dilatazione delle percezione, al nostro ragionare per parole-chiave, a rendere conto di un progettare che diventa fare:
Forse oggi l’obiettivo principale non è di scoprire che cosa siamo, ma piuttosto di rifiutare quello che siamo. Dobbiamo immaginare e costruire ciò che potremmo diventare. (M. Foucault)

Perché, Carla, hai bisogno dell’arte?
Rispondo citando una frase di Picasso:
“La pittura è più forte di me; mi costringe a dipingere come vuole lei”


Simonetta Angelini

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