L’arte nel pronunciarsi nel campo dell’etica non dice nulla che non sia già stato detto altrove, ma semplicemente se ne fa interprete e traduttore in un linguaggio diverso.

L’arte senza etica è pura estetica
Un’assenza di continuità che assume visivamente l’aspetto di una sagoma bianca. Una prospettiva a volo d’uccello che si sofferma su territori collinari. L’artista indugia, offrendo altre angolazioni, sulle zone in cui sono presenti installazioni di pannelli fotovoltaici a terra. Segmenti ibridi di ambienti a cui viene riconosciuto lo status di “paesaggi” tanto da venire esposti ed ammirati all’interno di musei. Tolte le bende dagli occhi l’arte grida il suo valore etico, rivendica il suo ruolo sociale, solleva irrisolte questioni tra l’ambiente e il suo imprescindibile valore identitario.
COMUNICAZIONE
La mia area semantica: informare, divulgare, influenzare, manipolare, interferire
“Ecco la Megalopoli capitale di Tristalia, sede della Nova Repubblica e del governo dei Venti Presidenti. Essi vengono eletti con sondaggio televisivo ogni tre anni, e hanno il diritto-dovere di denunciarsi, sputtanarsi e soprattutto di ammazzarsi legalmente fra loro finché ne resti uno solo, che potrà fare il dittatore per un anno, dopodiché ne verranno rieletti altri venti, e così via fino a nuova formula” (Stefano Benni, Elianto, Feltrinelli, Milano 2009)
“[…] dire bugie non inficia la capacità di dire la verità quanto invece il raccontare stronzate. A causa di un eccessivo indulgere a quest’ultima attività, che implica il fare asserzioni senza prestare attenzione ad alcunché, tranne che a ciò che fa comodo al proprio discorso, la normale abitudine di badare a come stanno le cose può attenuarsi o perdersi” (Harry G. Frankfurt, Stronzate. Un saggio filosofico, Rizzoli, Milano 2005)
La tua area semantica: neo-comunicazione, distorsione, falsa libertà
1984 (regia di Michael Radford tratto dall’omonimo libro di G. Orwell).
Le prime scene del film sono l’emblema di quello che intendo oggi per comunicazione. Nel film la manipolazione è datata, obsoleta con schieramenti di uomini e donne quasi in trance di fronte allo sguardo dittatoriale del “grande fratello”. Oggi ci sono sofisticazioni più o meno palesi, ma il risultato non cambia. La neo-comunicazione vede le nostre vite sociali affidate a mezzi tecnologici che ci permettono di stabilire contatti con migliaia di persone che possiamo aggiungere ad un’infinita lista di “amicizie” come una tacca, un trofeo da esporre, o di esprimere opinioni favorevoli o contrari su tutto, dal colore preferito di tizio all’andare a votare caio. Tutto si mescola in un calderone dove tutto è il contrario di tutto.
Questo è la sfida vinta dal grande fratello, l’illusione di una “libertà” che in realtà è solo controllo. Quando si danno indicazioni sul proprio stile di vita sui gusti sessuali o religiosi, c’è sempre in agguato qualcuno che vede e cataloga, per poi venderci il prossimo prodotto di cui proprio non possiamo fare a meno.

Roland Barthes “Miti d’oogi” Einaudi.
Per Barthes, il mito non sta nelle cose in sé, ma nel modo in cui esse vengono comunicate. Il principio della cultura di massa “sta nella capacità di trasformare il culturale in naturale”. Ciò che è stato artificialmente costruito diventa, attraverso la comunicazione di massa, qualcosa che ci appartiene indissolubilmente.
Pensate che la pubblicità non abbia più nulla di segreto? Riaprite le pagine che esaminano la differenza narrativa fra liquidi saponificanti e polveri detersive: verrà fuori che laddove i primi vengono pubblicizzati come prodotti eroici che uccidono brutalmente lo sporco, le seconde assumono il ruolo dell’infido agente di polizia che scopre la sporcizia nei meandri più segreti dei tessuti.

Chomsky Noam, Herman Edward S. “La fabbrica del consenso. Ovvero la politica dei mass media” Il Saggiatore Tascabili. Un’aggressiva inchiesta in difesa del giornalismo vero, ostinato, impegnato nella ricerca della verità. Noam Chomsky e Edward S. Herman dimostrano, dati alla mano, come sia un lucido consenso d’elite a dare forma alle notizie che leggiamo e ascoltiamo ogni giorno, svelando il meccanismo attraverso cui il mondo dell’informazione mobilita l’opinione pubblica per sostenere e difendere gli “interessi particolari” dominanti nella società. Un’impietosa analisi che offre una risposta precisa su quanto siano veramente strumentalizzati i mass media statunitensi e che fornisce una chiave per interpretarne i messaggi.

SOCIALE
La mia area semantica: collettivo, comune, pubblico, identità, costruzione
“La Seconda Città è la Città della politica. Politica dei tuguri, degli appartamenti, delle ville. Il giusto equilibrio
deve essere rispettato. Non ci dovranno mai essere troppe ville o troppo pochi tuguri. Sono gli appartamenti l’ago della bilancia […]” (Jeanette Winterson, Arte e menzogne, Mondadori, Milano 2004)
Samantha di Francesco Guccini
La tua area semantica: utopia di pari diritti e dignità

Il cittadino ha diritto di partecipare e dare il suo contributo alla vita civile e politica del suo paese.
Il tasso di partecipazione alla vita pubblica è, a buon ragione, considerato un elemento di valutazione della qualità della democrazia di una comunità. Il confronto, il dibattito, a volte anche lo scontro sono un’opportunità per la ricerca della strada più condivisa e quindi probabilmente del modo migliore per la risoluzione dei problemi.

José Saramago – Saggio sulla lucidità – Einaudi
Nella capitale di un paese non meglio identificato tutta la popolazione vota scheda bianca alle elezioni. Al secondo tentativo le schede bianche aumentano. Il governo sospetta una cospirazione e mette sotto assedio la città, tutti gli organismi istituzionali vengono trasferiti, la città viene abbandonata a se stessa. In questa situazione, la gente sviluppa una solidarietà spontanea e reinventa una nuova gestione delle cosa pubblica.

Jacques Séguéla “Presidente da vendere” – Fausto Lupetti editori.
Un’incalzante intervista che percorre l’esperienza unica di Séguéla tra pubblicità e politica, al fianco di presidenti che hanno fatto storia: dal primo incontro col “mito” Mitterrand alle nuove icone dell’era di Internet, passando per un nugolo di campagne di frontiera, in un Est Europa che si affacciava al gioco democratico.

COMMERCIO
La mia area semantica: economia, mercificazione, uso, sviluppo, consumo
“[…] galleggiava su un mare di pura speculazione” (Murakami Haruki, After Dark, Einaudi, Torino 2008
Fabio Dei, Beethoven e le mondine. Ripensare la cultura popolare, Meltemi, Roma 2007.
La tua area semantica: scambio di merce, commercio alternativo

Commercio: attività consistente nel comprare e vendere prodotti (merci).
Mercificazione: termine con cui si è indicata la trasformazione in merci di cose che per loro natura non sarebbero oggetto di commercio.
Di seguito un elenco dalle prime 20 pagine di google inserendo la parola mercificazione:
Mercificazione della donna, mercificazione della morale, mercificazione della sessualità, mercificazione della politica, mercificazione di beni, mercificazione di bambini, mercificazione dell’acqua, mercificazione delle relazioni, mercificazione della natura, mercificazione dell’età giovanile, mercificazione della miseria umana, mercificazione culturale, mercificazione della vita,
mercificazione del lavoro, mercificazione della fede, mercificazione del sapere, mercificazione degli animali, mercificazione dei sentimenti.
Commercio equo e solidale: forma di attività commerciale, nella quale l’obiettivo primario non è soltanto la massimizzazione del profitto, ma anche la lotta allo sfruttamento e alla povertà legate a cause economiche, politiche o sociali.

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