(Ancona, 1969) Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Urbino, sviluppa sin da subito un interesse per la materia e le sue potenzialità espressive. Oggi vive e lavora a Roma. Si avvale di differenti medium espressivi tra cui il disegno, il video e l’installazione.

Quello che colpisce nel lavoro di Rocco Dubbini è la grande prolificità e la straordinaria capacità di rinnovarsi ad ogni progetto, conservando, da una parte una straordinaria freschezza espressiva, dall’altra un rigore concettuale che disegna una linea che attraversa più di dieci anni di lavoro. Nessuna sua opera sembra mai invecchiare o essere superata; ogni progetto una volta licenziato è perfetto e così rimane. Dubbini esprime lo spirito della contemporaneità con le sue profonde contraddizioni e lo fa in maniera leggera ed ironica, affrontando temi universalmente validi che si declinano sulla particolarità delle differenti identità su cui lavorano. L’artista mette in tensione un concetto base e lo incastra in uno straordinario gioco di equilibri in cui ogni elemento funziona come il meccanismo di un orologio di precisione.Simulacri di burro plasmati dalle necessità della storia che si ripete, dopo il carosello tutti a nanna ecc.. (2010), allestita per la prima volta al CIAC di Genazzano, poi alla Galleria Nazionale di Cosenza ed infine nel Complesso del Vittoriano a Roma, viene qui riproposta in un ambiente quasi ideale, un cinema multisala, simbolo in questo caso di consumismo intellettuale. Il lavoro gioca sul concetto di memoria collettiva e, commissionato dall’ex – Ente Comunale di Consumo, che dal primo dopoguerra aveva il compito di calmierare i prezzi dei prodotti di prima necessità, riporta la mente agli anni ‘50 e ‘60, il momento del boom economico in cui gli elettrodomestici cominciano ad entrare nelle case ed in cui il cinema stesso inizia ad essere bene di consumo.Così nel burro, genere di prima necessità per eccellenza, Dubbini scolpisce i volti dei personaggi che hanno segnato un’epoca di profonda trasformazione sociale: Pierpaolo Pasolini, Giuseppe Saragat e Anna Magnani. Un uomo politico, un intellettuale ed una diva del cinema che ancora oggi incarnano perfettamente quel periodo storico sono contenuti in altrettanti frigoriferi di quegli anni, simbolo di un benessere che allora si comprava a rate. Tre personaggi che oggi diventano cibo per menti troppo spesso offuscate dall’aver dimenticato le proprie radici.

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