Nata a San Benedetto del Tronto nel 1964, vive e lavora a Bologna. Realizza installazioni, video, fotografie, performance. Il suo lavoro è stato esposto in personali, collettive e festival in Italia e all’estero.

L’installazione proposta da Sabrina Muzi è composta da un grande monile realizzato con elementi provenienti dal mondo marino, come scarti alimentari e materiali trovati sul bagnasciuga: ossi di seppia, lische di pesce, legnetti consumati dal mare, gusci di alcuni molluschi. Questa opera prosegue la sua più attuale ricerca caratterizzata dall’utilizzo di elementi organici, in questo caso rafforzata da un intervento site specific direttamente ispirato a San Benedetto del Tronto, città natale dell’artista e della manifestazione che la ospita. La ritualità che spesso contraddistingue il lavoro di Muzi qui assume una valenza quasi magica, accentuata dalla forma circolare della collana. In certe culture arcaiche erano gli stregoni a indossare monili di ossa e pietre dure in occasione dei rituali più importanti. Se ci pensiamo ancora oggi si attribuiscono speciali virtù ad alcuni oggetti. Si indossano i gioielli come portafortuna, per affermare un certo grado di potere, oppure per mostrare la propria posizione sociale.Muzi sembra interessata a collegare il mondo arcaico con la cultura contemporanea, quest’ultima è infatti il risultato di un’evoluzione di conoscenze antiche, spesso legate a superstizioni e a forze incontrollabili dal raziocinio. Nonostante gli enormi progressi scientifici degli ultimi secoli, queste energie persistono, riaffiorano per ricordarci qualcosa, suggeriscono l’impossibilità di una profonda conoscenza delle forze nascoste che regolano la natura. All’artista piace pensare a questo grande monile, installato al centro dello spazio espositivo, come una sorta di reperto archeologico da interrogare per ricavarne interessanti informazioni sul presente. Anche i materiali utilizzati hanno un valore simbolico, per esempio il pesce è sempre stato simbolo di abbondanza, non è un caso che ancora oggi si trovino in commercio ciondoli con questa forma. Il nuovo lavoro di Muzi intende indagare anche i misteri e le paure inconsce legate al mondo marino, attraverso i rifiuti naturali che il mare produce, piuttosto che mediante gli scarti provocati dal consumo alimentare.

 

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